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Questo è il secolo delle donne. Ne è convinta Ariana Grande, cantante e attrice americana – anzi orgogliosamente italo-americana, con origini siciliane e abruzzesi – che questo mese, oltre a risplendere sulla nostra copertina, è in corsa per vincere un Oscar. Tutto quello che fa, lo fa per la sé bambina, ha confidato a Sofia Viganò aprendosi con una certa emozione, la stessa che prende forma anche nella cover story di Elizaveta Porodina. Un vero e proprio fantasy dove la moda scintilla e si muove con il fruscio dei lustrini e delle organze, la pazienza dei ricami, il leggero filo di vento tra le piume. Un servizio fotografico che invita a conoscerla nel profondo, a comprenderne i diversi stati d’animo. A proposito di donne: non poteva esserci occasione migliore dell’8…
Che David Lynch fosse speciale, unico, lo si è capito subito, sin da Eraserhead , il suo visionario esordio del 1977. Un’opera prima totale (da lui scritta, prodotta, diretta e addirittura montata) che nell’immaginario collettivo si identifica con la locandina, lo scatto in bianco e nero del protagonista, Jack Nance. In quel primo piano, un volto allucinato in giacca e cravatta, spicca il suo capello ribelle, selvaggio, fuori dagli schemi. Un’immagine così simile alla sagoma del cineasta – sempre all’avanguardia, creatore di mondi imprevedibili ed enigmatici, pittore di paesaggi cinematografici onirici e surreali, narratore di storie che si intrecciano senza fine – che lo scorso 15 gennaio ci ha lasciato, entrando nella dimensione dei maestri di cinema immortali. Sempre innovativo, è oggi quasi impossibile fare una scelta fra le pellicole…
Bethan Laura Wood -- di Federico Chiara Se c’è una designer la cui immagine riflette perfettamente quella delle sue creazioni, questa è la coloratissima Bethan Laura Wood. A lei, che ha iniziato la sua carriera nel 2009 con una residenza al Design Museum di Londra, la stessa istituzione dedica (fino al 26/1/26) la prima mostra della serie Platform, curata da Esme Hawes. Che ha dichiarato: «Il suo lavoro vibrante e vario fa riferimento a culture e periodi storici diversi, mentre celebra l’individualità e il massimalismo». In effetti, nei 70 tra oggetti e progetti firmati dalla designer quarantaduenne la sontuosa esplosione di cromie, motivi e texture è la riprova che la cifra del presente si chiama eclettismo: un filo rosso che percorre le tre sezioni in cui è suddivisa la mostra…
Ho fatto una follia. Per una settimana ho vissuto la vita di un’altra persona, e lui ha vissuto la mia. Da tempo desideravo vedermi con occhi nuovi e scendere in profondità. Il momento giusto era arrivato e abbandonare la mia vita, insieme alle sue poche certezze e numerose incertezze, mi sembrava il modo più semplice e drastico per farlo. In effetti, ha funzionato. Ho incontrato Thomas Berra per la prima volta quasi dieci anni fa, ma, prima dello scambio, non lo conoscevo poi così a fondo. Senza saperlo, ci siamo entrambi rivolti a Thyself Agency (thyself.agency), l’agenzia no-profit di viaggi nell’ignoto fondata nel 2011 dall’artista Luca De Leva. È stato proprio Luca ad abbinarci per lo “scambio di vita”, uno degli esercizi proposti dall’agenzia, senza sapere che ci conoscevamo già.…
In occasione dell’8 marzo, voglio parlarvi di cosa rappresenta in Iran il glorioso movimento “Donna, vita, libertà”. Inizio con una citazione di René Char: «La nostra eredità ci è stata lasciata senza alcun testamento». Le donne del mondo, in questo decisivo momento storico, e noi, donne dell’Iran, nella nostra realtà quotidiana, siamo eredi di un lascito. Questo retaggio, costruito attraverso le lotte, i sacrifici e il coraggio di chi ci ha preceduto, ha dato forma a una lunga storia di resistenza femminile. È il nostro caposaldo e la nostra responsabilità. Ora tocca a noi farlo progredire, resistendo, parlando, lottando e plasmando il futuro. La resistenza è il bene più prezioso della nostra eredità storica, la forza che ha plasmato le lotte, assicurato le vittorie e forgiato nuove visioni. Non è…
L’anno scorso l’installazione più artistica del Salone del Mobile era quella del compianto David Lynch. Quest’anno, dall’8 al 13 aprile, nei Padiglioni 22-24 di Fiera Milano a Rho, va in scena un altro regista di culto: Paolo Sorrentino. Il suo progetto (e il testo che ha scritto per raccontarlo, che qui pubblichiamo in anteprima esclusiva) si intitola “La Dolce Attesa”: allestito con il contributo della grande scenografa Margherita Palli, sarà uno spazio atemporale, un ponte invisibile tra presente e futuro, una terra di mezzo in cui il desiderio si intreccia con il timore di incontrare il destino. Un vuoto da riempire o un’opportunità da accogliere. Perché se “l’attesa è angoscia, la dolce attesa è un viaggio che stordisce e ipnotizza”, nota Sorrentino . La sua installazione si annuncia come una…