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Acosa serve la scritta “Do Not Disturb” sui cartelli degli hotel è cosa nota: comunicare, in modo semplice e universale, una richiesta di privacy. Lo stesso concetto lo portiamo questo mese sulla copertina di “Vogue” insieme ad Hailey Bieber, facendone uno slogan contemporaneo contro la costante violazione della sfera privata. Nell’era digitale, dove le culture del clickbait e del gossip monetizzano ogni forma di intimità, rivendicare il silenzio diventa un atto politico e personale. Hailey Bieber lo dice chiaramente: è stanca delle speculazioni sulla sua vita privata, che definisce «100% false». E allora, almeno in vacanza, chiediamolo anche noi: che l’algoritmo ci lasci in pace. Basta notifiche, basta occhi invisibili che ci seguono, schedano, analizzano. Così, il classico cartello “Do Not Disturb” si trasforma in uno spazio mentale protetto. Un…
«Ho sempre sognato di aprire un negozio a Milano» esordisce Manolo Blahnik, che dopo gli opening di Shanghai e Miami, a settembre inaugura la sua boutique in via Pietro Verri 5. Il concept dello spazio è ispirato a Brancusi, mentre i muri riproducono «il bianco e nero della cucina della mia nonna, uno dei luoghi che amo di più al mondo, con l’aggiunta di un po’ di Jugendstil viennese». Guai però a menzionare la somiglianza con una scacchiera: «Non amo gli scacchi e i giochi di carte, piuttosto datemi un libro». Al momento della nostra intervista sta rileggendo Marie Antoinette: The Journey di Antonia Fraser, per prepararsi alla mostra (di cui è sponsor) Marie Antoinette Style al V&A Museum di Londra, che inaugura il 20 settembre e comprenderà anche le…
Ci veniva da chiamarle per nome: Naomi, Cindy, Christy e Linda. Tutte ma non lei, che tra le inarrivate supermodel della folgorante stagione anni Novanta resta ancora e per sempre “la Schiffer”. Con l’articolo determinativo a sigillare la capsula dove Claudia è custodita e protetta, ascesa in orbita in corpo e gloria come le sante dell’iconografia cattolica. E poi c’è quel piglio tedesco un po’ distaccato ma non in passerella o davanti all’obiettivo, dove luccicava godendo completamente di se stessa. E un’etichetta che non ha mai respinto: «Ho sempre avuto la reputazione della “regina di ghiaccio”: freddina, professionale e controllata, specialmente lontano dai riflettori. Una descrizione un po’ dura, ma non del tutto ingiusta», ha scritto nell’introduzione di Claudia Schiffer, il libro pubblicato da Rizzoli per celebrarne il miracoloso passaggio…
L’aliscafo rallenta quando dagli oblò intarsiati di salsedine appare la sagoma di Salina: due alture vulcaniche (l’antico nome greco era Didyme, “gemelle”) avvolte da una lussureggiante vegetazione. Un eden in mezzo al mare capace di conquistare chiunque vi approdi per la prima volta. Fino agli anni 90 era snobbata dal turismo à la page, frequentata perlopiù da famiglie in cerca di tranquillità. Poi la svolta quando un manipolo di isolani illuminati attua una rivoluzione green con Salina Isola Verde, associazione votata al turismo responsabile. Ne fanno parte le eccellenze dell’ospitalità, promotrici dell’Area Marina protetta e del progetto europeo di transizione energetica, che vede Salina isola pilota del Mediterraneo. Ospitalità autentica La cultura dell’accoglienza trova nelle strutture ricettive un punto di forza strategico. La principale artefice del modello virtuoso è una…
Dopo l’infanzia in una piccola città rurale del North Carolina, sull’esempio delle donne della sua vita, a 18 anni Rachel ha iniziato a muoversi da sola per il mondo. Visitando il Brasile durante uno dei suoi primi spostamenti, si è innamorata, sposata, ha vissuto in una casa sulla riva del fiume fino al giorno in cui ha perso tutto. «Breakup was so bad, had to spend the last 4 years on the road», ha scritto su Instagram, riferendosi al fatto che, dopo la fine della sua storia d’amore, abbia deciso di viaggiare in macchina insieme al suo cane, Fado, attraversando i continenti, diventando in breve tempo @sunnrayy, una delle content creator di “solo travel” più famose di TikTok. Solo travel, ovvero viaggi in solitaria che, secondo Forbes, rappresentano uno dei…
Da diversi anni, la mia bio sui social è “affidabile testimone di nozze”. Ho iniziato a usarla poco dopo il matrimonio di un’amica – a cui, appunto, ho fatto da testimone – e da allora non ho mai pensato di cambiarla. Perché dovrei? Dice di me una cosa vera: non sono interessato ai ruoli da protagonista. Fin da piccolo, quando guardavo un film o leggevo un libro, più l’eroe della storia era valoroso (e bello, forzuto, sicuro di sé) meno riuscivo a immedesimarmi. Mi erano più affini le spalle comiche e poco dinamiche, o i comprimari saggi e protettivi: animaletti magici, maggiordomi in livrea, anziani stregoni. Piante parlanti, persino. Quando uscì al cinema Il signore degli anelli, fui forse l’unico ragazzino al mondo a comprare l’action figure di Barbalbero. Questa…