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Abbiamo tutte una girl crush in comune ed è Loli Bahia. La scelta mette d’accordo non solo la redazione di “Vogue Italia”, bensì la grande maggioranza delle ragazze sui social media visto il successo di LoliTok, l’algoritmo che la vede romanticamente celebrata sulla piattaforma di TikTok. Io non me ne sono innamorata a una sfilata, come sarebbe facile pensare, ma quando ho visto il film “Jeanne du Barry” in cui la modella francese, simbolo di una generazione, interpreta un cameo. Nella vita di tutti i giorni Loli Bahia veste magliette oversize, ed è proprio alla sua allure androgina che abbiamo guardato per questa storia, fotografata dall’amico Vito Fernicola. Questo atteggiamento di “ jemenfoutisme” gentile davanti all’obiettivo di qualcuno con cui è in confidenza mette in evidenza non solo il suo…
Come l’inesorabile scorrere del tempo avrebbe dimostrato, Primo e Secondo erano soltanto due fratelli uniti dall’amore. Avevano aperto un ristorante sulla East Coast, erano ribelli e si sentivano diversi. Americani, ma di origine italiana, figli di due genitori che avevano scelto di chiamarli con lo stesso nome che marca l’ordine delle portate, avevano dedicato la propria vita all’esecuzione fedele delle ricette della tradizione, convinti che sarebbe stato il cibo e il suo legame con l’Italia a tenerli vivi per sempre. Mentre scriveva e interpretava la loro storia nel film Big Night del 1996, Stanley Tucci ha imparato alcune ricette da un collega con cui lavorava sul set. Anni prima, quando frequentava il college a New York e divideva un appartamento con quattro ragazzi, aveva iniziato a chiedere a sua madre…
Lo sguardo di Sara Petraglia, figlia del grande sceneggiatore, critico e documentarista Sandro, è composto da ispirazioni diverse, esplora aspetti affascinanti. Uno in particolare: la malinconia come forma di creatività. Una “tristezza vitale” descritta nel suo esordio fulminante da regista, L’albero, al cinema lo scorso marzo, con protagoniste Carlotta Gamba e Tecla Insolia, due amiche ventenni le cui esistenze sono scandite da dipendenze, dimensioni personali, fragilità, gioie, dolori. «Spesso al cinema i personaggi femminili sono stereotipati: costruiti in funzione di quelli maschili, oppure eroine. Io ho voluto immortalare invece due donne reali, non finte. La prima persona a cui ho fatto leggere la sceneggiatura è stata mio padre. Mi ha insegnato a scrivere, facendomi crescere libera e senza pressioni». Quanto è difficile ritrarre una generazione? «Lo è nel momento in…
I brand di moda sono inconsapevoli precursori dei dispositivi elettronici. Secondo l’architettura di smartphone e computer, lo spazio d’archiviazione serve a “conservare” e “tutelare” dati altrimenti irrecuperabili. E non è un caso che questi stessi due verbi vengano utilizzati dal professore e ricercatore Samuele Briatore per descrivere il fine dell’archivio di un’azienda o di un marchio d’abbigliamento, cassaforte del «patrimonio ereditato dal passato». Questo è il significato della parola “heritage” da cui parte il progetto coordinato dalla professoressa Romana Andò e gestito dal dipartimento SARAS dell’Università Sapienza di Roma, sostenuto dai fondi del PNRR della Fondazione Changes. Andò e Briatore si sono posti l’obiettivo di mappare più di mille archivi e musei italiani per rendere visibili patrimoni spesso nascosti e farli confluire in un database consultabile da chiunque, che diventerà…
La giornalista del New Yorker Holly Brubach scriveva che le temperature esasperanti e il ripetersi ciclico dei disastri naturali facevano credere ai residenti della California che da lì non potessero nascere scrittori seri. Chiara Barzini, invece, è convinta del contrario: è proprio la conformazione della California a renderla terreno fertile per la letteratura, soprattutto quella apocalittica. E secondo lei nessuno se ne era davvero reso conto fino agli incendi che hanno colpito il territorio nel gennaio 2025. «Quando sono scoppiati, le citazioni dai libri di science fiction hanno iniziato a rimbalzare sui social; si leggevano Octavia Butler, Il giorno della locusta e naturalmente Joan Didion, con le sue descrizioni dei venti di Santa Ana. Ogni volta che la realtà implode, accorriamo a cercare riferimenti nella letteratura, ma poi li dimentichiamo.…
Come si diventa Milena Gabanelli? Cioè un’icona del giornalismo investigativo: rigorosa e severa, intransigente, scrupolosa e impertinente. Si può cominciare dalla musica popolare di Giuseppe Verdi o dal cinema francese, prima di andare inviata in guerra, come ha fatto lei con una spregiudicatezza, uno spirito d’avventura e perfino un’allegria che i telespettatori odierni faticherebbero a indovinarle dietro quello sguardo che non perdona. La Milena “manico di scopa”, sua stessa definizione, è stata una ragazza coraggiosa e brillante come d’altronde è oggi una signora che non vede l’ora di appoggiare ogni tanto la suddetta scopa al muro e ballare charleston o bossanova (il marito Gigi è maestro di musica), cantare Battisti e svelare anche il suo lato sorridente e perfino frivolo, guarda un po’. Ma sulla sua professione e su come…