Pittrice di straordinario talento. Donna indipendente e multiforme. Femme fatale magnetica e anticonformista, un po’ sfinge e un po’ strega. Una vera “furia italiana”, come la definì l’amico, e un tempo amante, Max Ernst. Con il suo eclettismo provocatorio Leonor Fini sfidò, pioniera, le convenzioni del suo tempo. Danzò attraverso il secondo Novecento al ritmo della propria irrinunciabile libertà, la cui spiazzante attualità viene oggi celebrata in una delle retrospettive più ambiziose mai dedicate all’artista. Fino al 22 giugno, Io sono Leonor Fini, a cura di Tere Arcq e Carlos Martín, riunisce oltre cento tra dipinti, disegni, fotografie, costumi e libri nelle sale di Palazzo Reale, nella stessa Milano che, per un periodo, l’artista chiamò casa.
Nata a Buenos Aires nel 1907, nel capoluogo lombardo ci era arrivata per la…
