Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.
L’estate o l’arte di flirtare. Non solo con qualcuno, ma anche (e soprattutto) con la vita stessa. L’arte di prendersi cura, per davvero, di ciò che ci fa stare bene, abbandonarsi a lussi all’apparenza superflui per coltivare finalmente il proprio glow, quella luminosità che nasce dentro e si riflette fuori, quando seguiamo il nostro personalissimo flusso. In redazione ognuno ha il suo modo di viverlo: la prima estate da mora (Irene), l’ammissione che l’amore per Pedro Pascal ha rovinato ogni altra possibilità sentimentale (Corinne), il blu eletto a terapia cromatica (Veronica), lo slalom tra matrimoni estivi (Gabriella), la decisione di disinstallare le dating app (Sara), l’amore trovato in un libro (Francesca). E poi, per tutti, ci sono i fiori dell’artista pittrice Anna Deller-Yee, che questo mese decorano le nostre tote…
Nata a Douala e radicata tra Dakar, Basilea, Doha e Città del Capo, Koyo Kouoh è stata la fondatrice della RAW Material Company, uno dei centri più influenti nel pensiero curatoriale africano, e la prima donna africana a dirigere lo Zeitz MOCAA in Sudafrica. Alla guida dell’Al Riwaq Art Space in Qatar, la sua carriera è costellata da intuizioni che hanno trasformato il panorama artistico internazionale, culminando con la sua nomina alla direzione della 61 Biennale d’Arte di Venezia, prevista per il 2026: un evento epocale che ha reso visibile un cambiamento strutturale in corso, e che oggi assume un valore ancora più profondo. La mostra da lei curata, In Minor Keys, non sarà un’elegia, ma una meditazione sul nostro tempo, un gesto poetico che resiste alla frenesia e alla…
Per la prima volta, il gesto pittorico di Anna Deller-Yee si fa oggetto. Forma portatile, quotidiana, intima. Con questo numero di Vogue Italia, infatti, le sue composizioni floreali atterrano su una serie esclusiva di tote bag (e di pochette il mese prossimo). Tre variazioni cromatiche che non si limitano a riprodurre un’opera, ma la trasportano in un altro linguaggio: quello del tessuto, del movimento, dell’uso. «È stato un esercizio di traduzione: volevo che il tratto conservasse il suo respiro, quella vibrazione emotiva che nasce dal colore e dal gesto», racconta l’artista. «I fiori, nel mio lavoro, non sono mai semplici ornamenti: sono metafore stratificate». Alla base del suo approccio creativo, Anna Deller-Yee cita «il coraggio di sognare», ma anche «il contatto umano, la vulnerabilità e una delicatezza che associo all’esperienza…
Il regolamento dell’ultimo Festival di Cannes lo ha reso evidente: bando ai look troppo audaci, trasparenze estreme, strascichi teatrali e sneakers ribelli. Per accedere agli eventi ufficiali, l’abito lungo per le donne e lo smoking per gli uomini sono tornati obbligatori, con l’eccezione – concessa ma sorvegliata – di un cocktail dress elegante. La scelta ha acceso il dibattito: è un ritorno all’eleganza o un rigurgito conservatore? Un atto di stile o un codice d’altri tempi? Intanto, il nuovo corso ha già prodotto i primi effetti: Halle Berry, durante la serata d’apertura, è corsa a cambiare il suo outfit a strisce bianche e nere. Dal rigore del White Tie all’audacia del Creative Formal, passando per codici intramontabili come il Black Tie, il Cocktail Dress e il Business Formal, fino alle…
L’alta moda, secondo Giorgio Armani, non è mai un esercizio dell’eccesso. Al contrario, è un atto di misura, un linguaggio silenzioso che trova forza nella coerenza e nell’essenzialità. «Preferisco creare qualcosa che sembri senza tempo ed elegante», spiega lo stilista. «Credo che questa sia l’essenza della vera raffinatezza». Ed è proprio in questa idea di tempo sospeso, al di fuori delle mode, che si costruisce la sua personale definizione di couture: uno stile che non rincorre, ma scolpisce; che non urla, ma sussurra. Una ricerca continua di equilibrio tra luce e ombra, tra forma e sostanza, tra tattilità e leggerezza. La mostra Giorgio Armani Privé 2005-2025. Vent’anni di Alta Moda, ospitata fino al 28 dicembre negli spazi di Armani/Silos di Milano, celebra questa visione e rende visibile un pensiero stilistico…
Flirtare è un gesto rivoluzionario. Non produce, non invade, non conclude. Rallenta. Ammicca. Non è utile a nulla di concreto. Ed è proprio per questo che serve. In un mondo in cui ogni cosa deve monetizzare, ogni relazione diventare partnership e ogni contatto fruttare engagement, il flirt si riprende la scena come un atto di libertà relazionale. È un “forse” lanciato contro l’algoritmo, un sorriso sghembo tra l’inquietudine globale e la stanchezza digitale. Nessun match, nessun click, solo una leggera scossa al cuore. E così la moda si presenta come una lettera d’amore spedita senza mittente né destinatario, densa di tulle, chiffon, trasparenze e lingerie travestita da abito. Lo “sheer layering” impazza tra le trendsetter anglosassoni, e ogni outfit sembra voler dire: «Non sono qui per piacerti, ma se accade,…