Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.
“Vogue” è un sogno. E i sogni esistono grazie ai sognatori. Un magazine come il nostro non può superare guerre, epidemie, crisi finanziarie e sociali senza di essi. Senza pensare, sempre e comunque, di potercela fare, sfidando l’impossibile. Una volta Alan Prada, un collega da cui ho imparato molto e che oggi chiamo amico, mi raccontò che Franca Sozzani gli diceva sempre: “Se c’è un muro, tu attraversalo”. Il nostro più grande desiderio, nell’anno in cui “Vogue Italia” spegne 60 candeline, è quello di continuare a demolire muri, abbattere pregiudizi, creare ponti. E di riuscirci con la moda, conservando sempre l’eleganza e una certa spudoratezza. In questi decenni, ogni persona che ha contribuito alla rivista l’ ha fatto a modo suo, con la propria personalità. Per me oggi è un…
Elizaveta Porodina Con le sue foto sperimentali che si muovono tra moda e arte, Elizaveta Porodina viaggia attraverso il tempo e lo spazio, facendo emergere le emozioni più recondite. Gioca con un simbolismo malinconico, a tratti ambiguo, a tratti esplicito, e rimanda ora al cinema, ora alla moda, ora al documentario. Che si esprima in bianco e nero o a colori vivaci, la fotografa di Monaco di Baviera è un’indiscussa maestra del romanticismo dark. Vittoria Cerciello Nel suo lavoro di stylist, Vittoria Cerciello trae spunto dalle proprie esperienze di vita in città dinamiche e cosmopolite, dal contrasto tra luoghi, estetiche, culture e storie che ha conosciuto direttamente. L’oggetto del suo interesse sono i diversi aspetti della femminilità, che cerca di far emergere attraverso un’eleganza dal carattere fortemente individuale, mai convenzionale.…
«Questo libro vuole sottolineare il passaggio dal primato della moda a quello dello stile», scriveva Lele Acquarone, firma di Vogue Italiafin dal suo esordio, nel volume che nel 1994 accompagnava i 30 anni del magazine. Lei, che con i suoi Scrapbook ha navigato per decenni nel mare di sfilate e trend, di quegli anni evidenziava la «caleidoscopica parata di abbigliamenti e tipi femminili»: figlia dei fiori e geisha, barocco e minimalismo, tuta e tutù, plastica e velluto, couture e prêt-àporter. Di quest’ultimo, «Vogue Italiaè stata la camera di decantazione. Ma anche l’osservatorio che ha saputo anticipare influssi e correnti di ogni provenienza». Capace di percepire «la forza delle spinte innovative londinesi e giapponesi», ma al tempo stesso di dare il giusto spazio alla moda italiana sul palcoscenico internazionale. Un magazine…
BUON COMPLEANNO VOGUE ITALIA Festeggiare i 60 anni di Vogue Italianel 2024 significa far coincidere l’inizio della storia della rivista con il momento in cui Franco Sartori e Flavio Lucchini fanno il loro ingresso nella redazione di Novità, come amministratore delegato e direttore artistico. La testata rischiava di chiudere, così i due vengono “rubati” alla fortunata rivista Amica, che insieme avevano plasmato. Quello che succede nel 64 me lo racconta Flavio Lucchini, 95 anni, nella casa milanese che condivide con Gisella Borioli, compagna di vita e lavoro – una casa punteggiata da fotografie che testimoniano la loro presenza nella storia, come quelle di Andy Warhol e di Oliviero Toscani, e dai sognanti mobili Memphis. «Abbiamo avuto l’idea di trasformare gradualmente Novità in Vogue, che era il massimo nel campo della…
Voglia di socialità, di connessioni vere, di cultura e di creatività come motore di innovazione. In un anno che non sarà semplice, con due conflitti in corso, il desiderio di conoscere, di incontrarsi e di capire è ancora più importante. L’arte, la fotografia, i viaggi, la musica, la letteratura diventano allora bussole e strumenti di sapienza. Aiutati in questo 2024 da una rivoluzione chiamata Intelligenza Artificiale che non ci lascerà come ci ha trovati. A Milano, al MiCo, ci sarà il primo AI Festival il 14 e 15 febbraio prossimo che promette di aiutarci a capirne le implicazioni in ambito politico, sociale e lavorativo. Saremo lì a monitorare quello che accadrà sicuri però che qualsiasi tecnologia per funzionare ha bisogno di noi, della nostra coscienza, e della nostra umanità. La…
Il modo in cui Juergen Teller inquadra la realtà è democratico. Non fa distinzioni tra musicisti, celebrità, modelle o familiari. Tutti i soggetti di fronte al suo obiettivo dissacrante, provocatorio e ironico assumono la stessa importanza, perché il vero protagonista della narrazione è il suo sguardo, capace di esaltare la dignità del quotidiano, dell’imperfetto, del non convenzionale, di celebrare l’esistenza con tutte le sue contraddizioni. Scatti privati, editoriali di moda e campagne pubblicitarie convivono senza soluzione di continuità. L’intento di Teller sembra quello di stupire prima di tutto se stesso. Lo abbiamo intervistato alla vigilia dell’inaugurazione della sua mostra I need to live che arriva alla Triennale di Milano dopo una prima tappa parigina presso il Grand Palais Éphémère. La retrospettiva, curata da Thomas Weski (in collaborazione con Teller e…