Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.
Quando ho conosciuto Liya Kebede mi ha raccontato dei suoi figli, le sue passioni, la sua Terra, sua madre. Ci siamo riviste recentemente a Portofino, era elegante come sempre. Non tirava un alito di vento, lei indossava un vestito boho con scarpa bassa e un libro, accessorio che ha sempre a portata di mano grazie alla sofisticata book bag Liyabrairie, progetto che la top model ha appena lanciato. Non è però la prima volta che lavoriamo insieme, nel 2021 avevamo infatti collaborato per una campagna di Off-White, Virgil Abloh aveva affidato a “Vogue Italia” la direzione creativa e proprio il designer aveva espresso il desiderio di averla protagonista degli scatti, descrivendola come «un’icona vivente, un simbolo di forza, equilibrio, bellezza e diversità in un’industria che aspira al cambiamento». Dopo oltre…
Campbell Addy Classe 1993, Campbell Addy è un fotografo londinese le cui straordinarie immagini raccontano storie ed emozioni autentiche, riservando un’attenzione particolare ai volti poco rappresentati. Acclamate dalla critica internazionale, le sue opere sono apparse su pubblicazioni quali Vogue, Harper’s Bazaar, The Wall Street Journal, Dazede i-D. Nella primavera del 2023, presso 180 The Strand, a Londra, si è tenuta la sua prima personale, I love Campbell, che includeva anche alcuni corti girati in Ghana. Nel 2022, Addy ha pubblicato la sua prima monografia, Feeling Seen: The Photographs of Campbell Addy. JEM PERUCCHINI È un artista che vive e lavora a Milano. Nato in Etiopia nel 1995, si è laureato in Italia, all’Accademia di Brera e ha tenuto la sua prima mostra personale a Londra nel 2022, esposizione che includeva…
La prima volta è stata più di 20 anni fa. Frequentavamo lo stesso locale notturno, un luogo libero e irriverente, tra i più underground di Milano, che oggi non esiste più. Portavi una camicia con il collo di volants, i pantaloni skinny e gli stivaletti a punta, sembravi un Robespierre bohémien e romantico. Tra ex dark ci si riconosce subito. Quel sabato sera indossavo una T-shirt rara degli Smiths, l’avevo comprata su eBay. Mi hai chiesto come avessi fatto perché era introvabile, e da quel momento le nostre serate, e le nostre vite, si sono unite per sempre. Negli anni ci siamo spostati dalle luci fumose della notte (sì, nei locali si fumava ancora) agli aperitivi della Milano da bere, alle cene a base di involtini primavera e Dim Sum,…
Con Lorenzo Zurzolo non si resta fermi. Il suo sguardo, che definire magnetico è quasi scontato, si sposta veloce come le sue braccia, le mani, le gambe, i piedi. «Sono ipercinetico», mi dice mentre, seduto su un divano di velluto verde, cerca invano una posizione. «A volte sul set mi capita di rovesciare il caffè sulla maglietta perché mi muovo continuamente, e allora bisogna cambiare tutti i vestiti». La sua carriera, di pari passo, vive in costante accelerazione. È al cinema con Diabolik - Chi sei?, dove interpreta il ladro da giovane recitando accanto a Monica Bellucci e Miriam Leone. E se da poco ha finito di girare Prisma 2, seconda stagione della serie (Amazon Prime) che parla di adolescenti alla ricerca della loro identità, presto lo vedremo nel ruolo…
Deborah Turbeville non si considerava davvero una fotografa di moda. Lo sapeva bene Carla Sozzani, che alla fine degli anni 70 la invitò a scattare per Vogue Italia, di cui era direttore responsabile dei progetti speciali,- mettendo le basi per quella che sarebbe stata una collaborazione duratura, più che trentennale. Il primo servizio fu Il bianco e blu di maglia molle, ambientato tra i pioppi e i ruderi di un’antica casa di campagna a Mantova, già location del film Novecento di Bertolucci. Immagini che introdussero al pubblico italiano la poetica di Turbeville, ben lontana dall’estetica glamour anni 70 capitanata da Helmut Newton e Guy Bourdin. Prima editor di Harper’s Bazaar e poi collaboratrice di altri fashion magazine internazionali, è risaputo che l’interesse della fotografa americana si estendeva ben al di…
«La moda corre veloce, è transitoria e in continua mutazione, mentre l’arte – e io come artista – persegue la longevità».—WANGECHI MUTU «C’è qualcosa di magico in una persona che vestendosi riesce a trasmettere il suo stato d’animo in quel momento e il modo in cui vuole essere vista. Per me, questo è arte».—NA KIM «Ciò che mi piace dell’arte e della moda insieme è che tutte e due aspirano alla bellezza e cercano di provocare. Credo anche che entrambe prosperino sull’elemento sorpresa».—HADI FALAPISHI…