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Quando ho conosciuto Isabella Rossellini, su Zoom, è stato un momento rivelatorio. Ne sono rimasta colpita. Ammetto di essere particolarmente affascinata dalle donne nate intorno al 1950, anno più anno meno, perché mi sembrano tutte accomunate da una consapevole allure rivoluzionaria. Sarà per l’esperienza, sarà perché molte di loro, da teenager, sono scese in piazza per conquistare i diritti di cui oggi godiamo, ma il loro modo di fare si traduce irrimediabilmente in classe e in un sofisticato pensiero libero di intendere le grandi questioni. In quell’incontro, dalla sua fattoria di Brookhaven, nello stato di New York, l’attrice/modella/regista/etologa raccontava di quando era studente all’Accademia di costume e moda di Roma, della sua passione per l’abbigliamento, del suo rapporto con Lancôme, evolutosi di pari passo con la società. Come nota Gian…
Zhong Lin L’artista malese Zhong Lin ha un approccio aperto alla fotografia. Le sue opere non trasmettono messaggi univoci: sta all’osservatore interpretarle, attraverso la propria sensibilità. Nominata dal British Fashion Council tra i creativi della “New Wave” e inserita da BoF tra le 500 persone più influenti della fashion industry, Zhong Lin ha pubblicato i suoi lavori sulle pagine, tra gli altri, di Vogue, Harper’s Bazaar, Dazed, GQ, Esquire e i-D. Inoltre ha collaborato con brand come Nike, Etro, GCDS e Mugler. Nel 2023 è stata artista di punta della mostra di PhotoVogue Festival a Taipei. L’artista ha preferito condividere con “Vogue Italia” una sua opera, invece del suo ritratto. TATI COTLIAR Nata in Argentina, Tati Cotliar ha studiato regia cinematografica prima di iniziare la carriera di modella e scoprire…
«Sento che possiamo usare la moda in modo diverso», diceva Franca Sozzani ad Alexander Fury in un’intervista sull’Independent, all’uscita del numero di aprile 2014 di Vogue Italia. Un numero interamente ispirato ai film: “Cinematic”, strillava la cover con bianchi ricami e due volti pallidi e inquietanti, quello diafano e delicato della top Issa Lish e quello inquietante, cereo dell’artist model Bernd Sassmannshausen. Preludio o epilogo di orrori… Il richiamo era appunto al cinema horror, cui Steven Meisel aveva guardato tenendo presente Shining, Suspiria, L’uccello dalle piume di cristallo, Audition. Le immagini del servizio di moda ricreavano la suspense di un thriller grandguignolesco, mettevano in scena la finzione fotografica di quella cinematografica, gli indifesi corpi di modelle in taffettà, pizzi e sete oggetto di una volontà omicida secondo i più terrificanti…
Los Angeles, 3 aprile 1978. Diane Keaton sale i gradini del palcoscenico del L.A. Music Center per ritirare l’Oscar come migliore attrice di Io e Annie di Woody Allen. Con il suo look – capelli raccolti con nonchalance, gonna longuette plissé soleil, blazer oversize – oltre a fissare per sempre l’essenza dell’elegante scompostezza anni Settanta, portò per la prima volta Giorgio Armani sul red carpet. E anche al cinema, visto che Woody Allen non appena Diane si presentò sul set del film le disse senza giri di parole: «Indossa quello che vuoi, devi muoverti come una persona reale». Fu così che Diane “costruì” se stessa nei panni di Annie Hall. A raccontarlo è la stessa attrice che, nelle sue memorie (Then Again, 2011), scrive: «Volevo mettermi quello che indossavano le…
Aosservarla diresti che è senza paura, invece a guidare la regista croata Antoneta Alamat Kusijanović nelle sue opere è proprio la voglia di esorcizzare le sue paure e la fame di nuove esperienze. Classe 1985, nata a Dubrovnik ma newyorkese di adozione, scopre la regia tardi per poi iscriversi alla Columbia University a 27 anni. Il suo film d’esordio, Murina, ha debuttato a Cannes nel 2021. L’abbiamo incontrata alla 80a Mostra del Cinema di Venezia dove ha presentato Stane, il corto realizzato per la serie Miu Miu Women’s Tales. È la tua prima volta al Festival del Cinema di Venezia? Al Festival, ma non a Venezia. Il ricordo più speciale è quando mia mamma mi ha portata qui per comprare l’abito per il ballo del liceo. Alla fine abbiamo comprato…
«Sono vari, e si intrecciano». Mi risponde così Paola Malanga quando le chiedo il tema dell’edizione 2023 della Festa del Cinema di Roma, che si svolgerà dal 18 al 29 ottobre, della quale è direttrice artistica. «Il primo, più importante, è il cinema delle donne, e non è una questione di quote rosa. Apriamo con l’esordio alla regia di Paola Cortellesi, un film che sorprenderà. Così come sorprenderanno le molte opere di donne che ospiteremo. Tutte diverse, libere, spregiudicate, pronte a raccontare il mondo e non solo se stesse. Avevo bisogno, per sentirmi meglio, di guardare al di là della cronaca, di sfilare le donne dal ruolo di vittime al quale la follia maschile le sta costringendo. Per questa ragione abbiamo scelto come manifesto una foto di Anna Magnani, nel…