Quando ho conosciuto Isabella Rossellini, su Zoom, è stato un momento rivelatorio. Ne sono rimasta colpita. Ammetto di essere particolarmente affascinata dalle donne nate intorno al 1950, anno più anno meno, perché mi sembrano tutte accomunate da una consapevole allure rivoluzionaria. Sarà per l’esperienza, sarà perché molte di loro, da teenager, sono scese in piazza per conquistare i diritti di cui oggi godiamo, ma il loro modo di fare si traduce irrimediabilmente in classe e in un sofisticato pensiero libero di intendere le grandi questioni. In quell’incontro, dalla sua fattoria di Brookhaven, nello stato di New York, l’attrice/modella/regista/etologa raccontava di quando era studente all’Accademia di costume e moda di Roma, della sua passione per l’abbigliamento, del suo rapporto con Lancôme, evolutosi di pari passo con la società. Come nota Gian…
