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Questo è un numero di donne e personalità dai molti volti. A partire dalla protagonista della nostra storia di copertina. La fine della sua relazione, il co-parenting, il ruolo di madre e di sorella, la carriera come avvocato e quella di imprenditrice, la difesa delle persone incarcerate: Kim Kardashian è ragione e sentimento al tempo stesso, è il termometro della cultura pop americana. In un’epoca dove tutto è in mondovisione non possiamo non provare la curiosità di parlare con lei che, nonostante il suo continuo esporsi in “Keeping Up with the Kardashians” (uno dei reality televisivi più longevi della storia americana) e nel successivo “The Kardashians”, alle interviste si dedica poco e rimanendo sempre, paradossalmente, più introspettiva. È con lo stesso approccio delicato e intimo che ha affrontato la…
RAFAEL PAVAROTTI Rafael Pavarotti è nato nella foresta amazzonica brasiliana. Le sue opere fotografiche, in cui la moda tende ad assumere una connotazione scultorea, sono caratterizzate da una ricca e vibrante tavolozza e da un’audace disposizione degli elementi compositivi. Centrale nel suo lavoro è l’interesse per le comunità sottorappresentate, a cui cerca di offrire una più ampia e paritaria visibilità. Ibrahim Kamara È nato in Sierra Leone ma vive a Londra; è considerato uno dei talenti più audaci e innovativi dello styling. Ha collaborato con fotografi come Paolo Roversi, David Sims, Mert & Marcus e Glen Luchford e ha svolto attività di consulenza per brand come Louis Vuitton, Burberry, Off-White e Marc Jacobs, oltre che per star come Beyoncé, Rihanna e Madonna. Dal 2021 è direttore della rivista Dazed. CHIARA…
L’ultima interpretazione importante di Helmut Berger risale al 2014 quando è un anziano Yves Saint Laurent nel biopic di Bertrand Bonello. L’attore austriaco, scomparso il 18 maggio a Salisburgo, sembrava a suo agio nel ruolo. Come il couturier fu, infatti, schiavo di farmaci, alcol e droghe. A tracciarne il ritratto Dino Trappetti, direttore della Sartoria Tirelli, una vera istituzione fondata nel 1964 che ha realizzato i costumi di quasi tutti i film di Luchino Visconti. Tra quelli con Helmut Berger, La caduta degli dei e Ludwig. «L’ho conosciuto bene. Era autodistruttivo ma anche bravissimo. Penso alla seconda parte di Ludwig in cui il giovane sovrano, Ludovico II di Baviera, si tramuta in un uomo decadente, appesantito da trucco e vestiti. Durante le prove si lasciava manipolare. Era un angelo con…
Nata nel 1993 a Colombo, in Sri Lanka, ma basata in Italia da quando aveva sei anni, Nadeesha Uyangoda è una scrittrice e giornalista che ha all’attivo collaborazioni con Internazionale, la Repubblica, Al Jazeera English e The Telegraph, oltre a un libro sul razzismo dal titolo paradigmatico: L’unica persona nera nella stanza (66thand2nd). Il suo podcast, intitolato Sulla razza, l’ha ulteriormente avvicinata a un pubblico trasversale. Noi vogliamo approfondire il suo percorso nella scrittura e nella lotta contro le discriminazioni. Quando hai iniziato a scrivere e perché? Sono sempre stata una grande lettrice, e la scrittura è stata una conseguenza per me inevitabile. Pensi che l’Italia dia spazio alle persone razzializzate per raccontarsi e raccontare? Se sì, attraverso quali canali? Due anni fa, in L’unica persona nera nella stanza, scrivevo…
Sarà forse l’illusione di frequenza, quel fenomeno cognitivo secondo cui noti più spesso qualcosa a cui hai fatto caso una prima volta, ma da quando Michela Murgia ha raccontato di avere una famiglia queer, sembra che se ne parli ovunque. Non che il concetto lo abbia inventato lei, ma lo ha, in un certo senso, reso normale. Che cos’è una queer family oggi lo spiega perfettamente sul suo profilo Instagram. Parte dalla «parola più queer che esista in sardo» ovvero “sa sposa/su sposu”, che significa “fidanzata/fidanzato” e nell’uso comune viene piegata per riferirsi a un’elezione affettiva e non a un ruolo, può essere indirizzata a madri, padri, figli, nonni, amici, a qualcuno che amiamo al pari di un famigliare. Uno sposo contiene una promessa, non un obbligo. Racconta Murgia che…
L’UOMO VOGUE Lo incontro a Roma, dove risiede parte della sua famiglia, anche se Sebastiano Pigazzi è nato e cresciuto fra New York e Los Angeles. Ventisette anni, nipote di Bud Spencer (sua madre è Diamante Pedersoli, figlia dell’indimenticato interprete di … altrimenti ci arrabbiamo), ha l’aria un po’ timida del bravo ragazzo della porta accanto. Forse per questo Michael Patrick King l’ha scelto come volto “italiano” della seconda stagione di And Just Like That, appena arrivata su Sky, dove interpreta il fidanzato sensibile e carino di Anthony Marentino, personaggio già presente nella serie Sex and the City. A chi lo chiama nepo baby, cosa ribatte? «Dico: magari! Negli States, dove lavoro, mio nonno manco sanno chi sia!». Il destino, però, li accomuna. «Siccome da adolescente ero introverso e non…