Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potr à apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.
Nel 1964 “Vogue” arriva in Italia. Nello stesso anno nasceva mio padre. Quest’anno “Vogue Italia” compie 60 anni ed è nata mia figlia. Separare la storia della propria vita dalla vita lavorativa è, alle volte, impossibile. Quattordici anni fa sono arrivata a “Vogue”. Era il 2010, veniva lanciato “Vogue.it” e il pubblico iniziava pian piano ad allargarsi. La direzione era di Franca Sozzani. Poi, nel 2017, il timone è passato a Emanuele Farneti. A quel punto l’onda d’urto impressa dal cambiamento dei media e social media si era fatta inarrestabile: il moltiplicarsi delle sfide digitali e la sempre crescente velocità di comunicazione hanno cambiato per sempre il nostro mondo. Da quel momento niente è stato più lo stesso. C’ è un “prima” e un “dopo” per tutti, e così è…
JOE MCKENNA Considerato uno dei fashion editor più influenti e apprezzati al mondo grazie al suo approccio qualificato e originale allo styling, fin dai primi anni Novanta collabora con le principali testate di moda (incluse le più prestigiose edizioni di Vogue) e cura campagne e sfilate di marchi come Valentino, Jil Sander, Alaïa, Victoria Beckham e Alexander McQueen. Negli anni, ha lavorato con fotografi del calibro di Steven Meisel, Craig McDean, Inez & Vinoodh, Mert & Marcus e Mario Sorrenti. Pat McGrath Make-up artist tra le più celebri dell’industria, è responsabile di buona parte delle tendenze maquillage degli ultimi 25 anni e ha creato beauty look per celebrità come Adele, Taylor Swift e Oprah Winfrey. Vari brand si sono avvalsi della sua esperienza per sviluppare le loro linee di prodotti,…
L’UOMO VOGUE Edoardo Prati ha compiuto da poco vent’anni, eppure è da tutta la vita che gli altri si divertono a mettere in discussione la sua età. I commenti sotto i suoi video di TikTok vanno da «non sembra di ascoltare un ventenne» a «sei il professore d’italiano sessantenne che ho sempre desiderato». Dai tempi del liceo si registra mentre spiega qualcosa che ha appena studiato e che l’ha particolarmente affascinato. Qualcosa che, insomma, gli fa «tremare le vene e i polsi», metafora presa in prestito da Dante, che gli piace usare per indicare quella sensazione di terrore totalizzante che precede l’innamoramento. «Quando ero in grado di riassumere quello che avevo imparato in un minuto, voleva dire che ero pronto per l’interrogazione». E continua: «Il mio sogno è sempre stato…
DIETRO L’OBIETTIVO Steven Meisel è il segno fotografico che ha solcato le pagine di Vogue Italia sin dal 1988. Lo ha fatto senza cadere mai nella trappola dell’omologazione e della ripetitività, mese dopo mese, fino al 2016. Ha fuso pop e couture, modelle solite e insolite, abiti che cambiano sempre ma rimangono indimenticabili… Quel che di Meisel mi/ci ha sempre colpito è la capacità di cambiare registro ma non identità, e nello stesso tempo di cambiare identità con lo stesso registro. Affrontare le mille facce del suo corpus di lavoro per Vogue Italia è un po’ come smarrirsi. Cosa scegliere? Da cosa partire? Per arrivare dove? Mi affido a una razionalità che fa ordine, e che credo ben risponda alla firma sempre “pulita” di un fotografo che, dal luglio/agosto 1988,…
Ai miei occhi Vogue ha sempre avuto una potente qualità artistica. La vedevo così già negli anni Settanta del liceo, ovvero molto prima di sapere che un giorno avrei anche varcato la soglia della mitica sede Condé Nast di Piazza Castello 27 legando la mia visione dell’arte alla sua storia. La sua artisticità scaturiva dalle scelte grafiche e fotografiche, dal contenuto dei servizi, ma anche e soprattutto dalla femminilità emancipata delle modelle e da quelle magnifiche copertine che mensilmente le rendevano protagoniste di strade e case, i volti più magnetici della terra in primo piano, da incontrare e rincontrare nelle edicole, nelle boutique e nei salotti. Direi che più ancora e semplicemente di moda si è sempre trattato di summa visuale e visionaria delle trasformazioni in atto, di artisticità che…
«Abbiamo pensato a te. Te la senti?». Tutto è cominciato con una telefonata. Ultimi giorni di dicembre 2016, Franca Sozzani è mancata da poco più di una settimana e tutti si chiedono cosa ne sarà del suo giornale ora che lei non c’è più. «Ci posso provare». E allora: giù, in macchina, lungo la valle e fino a una Milano deserta per un appuntamento a pranzo con Giampaolo Grandi e Fedele Usai, numero uno e due di Condé Nast Italia. Impossibile dire di no: per chiunque ami questo mestiere, e l’editoria periodica in particolare, Vogue Italia è un monumento. E allora comincia il lavoro. Fa freddo a Milano, fa freddo dentro gli uffici di piazzale Cadorna: il dolore del team, figure professionali nate e cresciute sotto la guida di Franca,…