Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.
Chissà che volto aveva il primo uomo sulla Terra? Di sicuro, quello del primo (da solo) sulla copertina di “Vogue Italia” è di Benito Antonio Martínez Ocasio, in arte Bad Bunny, classe 94 da Porto Rico. Perché proprio lui? Innanzitutto perché nessuno, fra gli artisti latinos, è riuscito a raggiungere così tanti record musicali in così poco tempo. Poi per il suo talento, il suo approccio alla vita e tutto quello che ha raccontato a Filippo Ferrari nell’intervista a pagina 96. Il “Coniglio Cattivo” è uno che vive il momento senza voler piacere a tutti: «Yo sé que no soy perfecto, y tampoco quiero serlo. Me gusta ser como soy: a veces bueno, a veces malo», canta in “Nadie sabe”. Coerente. Per un ragazzo che viene dalla strada e che,…
RAFAEL PAVAROTTI Nato nel 1993 nella foresta amazzonica brasiliana, nelle sue opere fotografiche conferisce alla moda una connotazione scultorea, grazie a una ricca e vibrante palette e un’audace disposizione degli elementi compositivi. Centrale nel suo lavoro è l’interesse per le comunità sottorappresentate, a cui cerca di offrire una più ampia e paritaria visibilità. George Krakowiak Stylist brasiliano basato a Londra, nel suo lavoro coniuga moda e indagine sociale. Ex studente di antropologia, vede nell’abbigliamento «uno strumento in grado di modificare le opinioni e formare una coscienza collettiva». Ha collaborato con magazine come D La Repubblica, The New York Times e Vogue Uk. MARIUCCIA CASADIO Critica d’arte conosciuta in Italia e all’estero, è stata editor-at-large della rivista americana Interview a New York negli anni Novanta. In Italia è stata art consultant…
Nel 1987 L’Uomo Vogue pubblica una foto di Oliviero Toscani piena di testosterone: in posa sette galleristi milanesi, giovani, serissimi e agguerriti in giacca e cravatta, con l’ambizione di provocare e rinnovare il mercato. I nomi: Claudio Guenzani, Sergio Casoli, Paolo Lavezzari, Andrea Murnik, Gió Marconi, Pasquale Leccese e Horatio Goni. Guardavano alla scena americana e a quella tedesca, c’era una commistione importante di artisti e collezionisti, e soprattutto c’era una scala umana di relazioni. Era il mondo pre-digitale, caratterizzato da un diverso senso del documentarsi. Come ricorda Claudio Guenzani – che ha chiuso la sua galleria nel 2023 «per sopraggiunti limiti di età» –, «tutto era molto più semplice e lento: non c’era internet e non si potevano mandare immagini velocemente ai giornali e ai collezionisti. Si mandavano i…
Éimpossibile scegliere uno tra gli iconici ritratti che, dai suoi inizi (nel 1967) e per tutti gli anni 70, caratterizzano le copertine de L’Uomo Vogue, ma Orson Welles del dicembre-gennaio 1972, elegantissimo e oscuro, è tra i miei preferiti. Negli 80, la moda cambia e plasma un nuovo lessico: tra i tanti, il buffo Ryūichi Sakamoto del gennaio 1988 è unico. Nei 90 lo styling prende piede, e ricordo la semplicità rivoluzionaria della copertina del numero di marzo 1996, allora diretto da Aldo Premoli: completi bianchi e attitude da Zoolander (film che uscirà nel 2001), fotografati da Steven Meisel, erano la cartina tornasole di un medium che infrange barriere di ogni genere. Nel nuovo millennio lo star system diventa sempre più fashion e ogni issue lo racconta, fino alla sospensione…
Era una vita fitta di impegni quella che conducevo alla fine di ottobre del 2022. Ero riuscito a ultimare in tempo il catalogo che accompagnava India in Fashion, una mostra da me curata che celebrava il fascino esercitato dal Subcontinente sugli stilisti occidentali, da Charles Frederick Worth ad Alexander McQueen, il culmine di un progetto durato tre anni che era miracolosamente sopravvissuto alla pandemia (è stato inaugurato alla fine di marzo 2023 presso il Nita Mukesh Ambani Cultural Centre di Mumbai). Ero stato rapito da La Bohème alla Royal Opera House di Londra e avevo assistito per la seconda volta, insieme a Mario Testino e al suo partner, Jan Olesen, allo spettacolo di cabaret Only an Octave Apart, presso la Wilton’s Music Hall, con le commoventi ed esilaranti performance di…
Nel dare (finalmente) spazio, nel discorso pubblico progressista, alla lotta contro il patriarcato, le disuguaglianze e la violenza sulle donne, nel parlare (finalmente) di diversity e inclusività, bisogna evitare un rischio: quello di smantellare alcuni stereotipi di genere e, allo stesso tempo, consolidarne altri. Per esempio che gli uomini (sottinteso: etero) siano tutti uguali e non cambieranno mai, perché il cambiamento, individuale e collettivo, passa dalla messa in discussione, e loro si rifiutano di ragionare su di sé. Non è esattamente così, tanto che su una piattaforma mainstream come Netflix nel 2025 arriverà una serie intitolata Maschi veri, in cui Matteo Martari, Francesco Montanari, Pietro Sermonti e Maurizio Lastrico fanno la parte di quattro uomini abituati a pensarsi “alfa” che affrontano, con qualche difficoltà iniziale, il cambio di paradigma richiesto loro…