Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.
Il “Bohemian” è rapsodico nella famosa canzone dei Queen, vita quotidiana nella Parigi dell’Ottocento di Henri Murger, intellettuale per il filosofo Walter Benjamin. Ma è anche il mood ufficiale dell’estate che ci aspetta, per “Vogue”. La moda e le personalità di questo numero raccontano infatti l’essenza di quello stile che è tornato a gamba tesa non solo nei nostri look ma anche, e soprattutto, nel mindset. Vivere “bohemian” vuol dire sia relax sia osare essere se stessi sempre e comunque in una società che ci opprime, dettando il come-quando-perché delle cose. Lo impersonifica benissimo Hunter Schafer (alla sua prima copertina di “Vogue”!) che si sente costantemente ispirata da tutto quello che la circonda, non esclude cambi di vita, ama i suoi amici e non vuole etichette: è stufa, per esempio, di…
ETHAN JAMES GREEN Fotografo e gallerista, Ethan James Green vive a New York. Il suo lavoro dietro l’obiettivo rivela una spiccata sensibilità nel cogliere l’essenza dei soggetti. Nel 2019 ha pubblicato il suo primo libro, Young New York, una raccolta di ritratti che raccontano l’identità queer dell’ultimo decennio, mentre nel 2024 è in uscita con Bombshell, uno studio sulla performance femminile, l’erotismo e la bellezza. Collabora con varie testate, tra cui Dazed, I-D, The New Yorker, W e Vogue Italia. DARA Stylist di professione, ha iniziato la sua carriera come modella, incarnando un nuovo genere di rappresentazione trans sulle passerelle e nelle campagne pubblicitarie. Questa sua esperienza e la collaborazione con il fotografo Ethan James Green, con cui ha firmato la nostra cover story, hanno contribuito ad affinare il suo…
A Bruxelles le lingue ufficiali sono due: il francese e l’olandese. Al 60 di rue Wiertz, sede del Parlamento europeo, se ne parlano 24. Echeggiano tra i corridoi rivestiti di moquette carta da zucchero, si fondono tra le poltroncine pop del bar al terzo piano; e si ascoltano in cuffia sulle sedute dell’Emiciclo, tradotte in tempo reale affinché i rappresentanti dei 27 Stati membri possano comprendersi e comunicare tra loro. Se ogni deputato ha il suo ufficio – dove non manca mai una foto di casa e una scatola di cioccolatini locali – è in questo stanzone circolare che si riuniscono tutti durante le plenarie, per discutere e votare il futuro dell’Europa. E il nostro. Dal 6 al 9 giugno, date delle elezioni europee 2024, questo futuro è nelle nostre…
Ci sono 12 stelle. E appaiono non solo sulle bandiere davanti agli edifici statali, ma anche su gadget e T-shirt. Chi le indossa spesso ha meno di 30 anni. Ed è cresciuto con l’idea di un’Europa unita. Sono loro, le nuove generazioni, quelle che in fondo potrebbero trarre grandi benefici dalla Comunità attraverso pari opportunità, pari diritti e investimenti nell’istruzione. E sono sempre loro che, chiamate a votare alle elezioni europee dal 6 al 9 giugno, rappresentano un target completamente nuovo per le compagini politiche. Eppure spesso non sono prese sul serio, anzi, vengono addirittura sfruttate. I partiti di destra, molto creativi e capaci di attrarre i voti degli elettori dai 18 anni in su, sono più presenti che mai sui canali dei social media. Tuttavia, i temi centrali di…
Avvocato, senatrice e docente – in aspettativa – del dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia all’Università di Bologna, sua città natale, Anna Maria Bernini è Ministro (preferisce la declinazione al maschile) dell’Università e della Ricerca del governo Meloni. Un ruolo che le permette di perseguire, senza clamore ma con molta concretezza, obiettivi quali l’emancipazione femminile attraverso gli studi e il sostegno alle libertà personali. Fra queste ultime, senz’altro, il diritto di voto, che, nella prospettiva delle prossime elezioni europee, va rivendicato come sacrosanto principio democratico ed esercitato in particolar modo dalle giovani generazioni, quelle che oggi possono studiare in qualsiasi Paese dell’UE grazie a un programma molto speciale… Ministro, quanto è stato importante l’Erasmus – un progetto, ricordiamolo, del 1987 – nell’ambito del processo di costruzione europea? La rivoluzione copernicana.…
Nel mondo della politica, dove essere rappresentati è cruciale, le donne di origini non italiane lo sono poco. Minoranza di una minoranza (quella femminile), concentrate nel Nord e Centro del Paese, stanno però contribuendo a modellare la discussione istituzionale in relazione ai nuovi scenari demografici. Ne abbiamo incontrate tre: Veronica Atitsogbe (1994), Marwa Mahmoud (1984), e Rahel Sereke (1978). Con i loro background multiculturali, hanno proiettato nella politica questioni importanti e arricchito le loro comunità e il panorama italiano. Qui approfondiamo le ragioni e le battaglie da loro intraprese. Veronica Atitsogbe Vicepresidente del Consiglio comunale di Verona, bancaria di professione, ci ha raccontato di aver cominciato presto a fare politica. Una figura che considera cruciale fu la sua professoressa d’inglese: «All’epoca ci spingeva ad allargare lo sguardo parlandoci di diritti…