Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.
l modeling è un mestiere bellissimo, un’arte, sostiene Isabella Rossellini. Ancora meglio se lo “vivi” insieme ad altre ragazze: parola di Adele Aldighieri, Ajok Daing, Malika El Maslouhi, Marina Moioli, Maty Fall, Paola Manes e Valeria Buldini. Sono loro la Generazione Z delle modelle italiane. Ed è così – compatte – che entrano a gamba tesa su questa copertina. Un gioco di squadra dove gli sgambetti non esistono e la fragilità è sinonimo di autenticità. Indossano il colore di stagione avanzando con stile, non importa se sui tacchi o a piedi nudi, purché a proprio agio. La competizione è inutile e la “solitudine dei numeri primi” finita. Non a caso una di loro mi scrive, dopo la lunga giornata sul set: «Grazie, adoro lavorare con le ragazze». Non si giudicano,…
MARK KEAN La passione per la fotografia del fotografo scozzese Mark Kean è iniziata mentre studiava arte e cinema nel Sud dell’Inghilterra. A stimolarlo erano le sottoculture e la scena musicale da cui era circondato. Oggi i fattori chiave nel suo lavoro, quelli che creano la sua identità artistica, sono la voglia di mettere in discussione il sé ideale (e di giocare con esso attraverso approcci diversi) e il modo in cui il fotografo interagisce con il soggetto. I suoi ritratti e i suoi lavori di moda si ispirano a vicenda, con un approccio moderno a immagini senza tempo, spesso intrise di un senso narrativo. Francesca Izzi Fortemente influenzata dalle sottoculture e dal quotidiano, dal cinema e dalla musica, la stylist e consulente creativa Francesca Izzi trova nel suo lavoro…
L’UOMO VOGUE Riconosco subito quello sguardo profondamente buono che commuove dalla prima scena del film Io capitano di Matteo Garrone, di cui è protagonista. Seydou Paul Sarr – o come lo chiama la mamma SiPaul, che poi è anche l’iniziale del nome del suo profilo Instagram – è alto alto, ben strutturato e ama vestire over. Quando lo incontro a Milano è appena tornato da Los Angeles, dove ha preso parte alla cerimonia dei Golden Globes: certo, il suo film – che racconta l’epica emigrazione di due giovani senegalesi verso l’Europa ed è anche candidato agli Oscar – non ha vinto la statuetta, ma lui mi confida che essere lì, circondato da tutti quegli attori famosi, di cui forse non ricorda il nome ma che ha visto tante volte al…
BUON COMPLEANNO VOGUE ITALIA La definizione che più spesso si usa per le pellicole di Michelangelo Antonioniè “film di rotura”. Lo fu a tutti gli effetti il suo Blow-Up, la storia di un fotografo di moda nella Swinging London. Proprio per questo, perché di rottura vogliamo parlare, Blow-Up è il titolo con cui Vogue Italia ha inaugurato Nouvelle Vogue, la prima rassegna cinematografica della testata: una selezione editoriale di film speciali che riflettono sulla moda e intorno a essa, nel suo carattere più rivoluzionario. Spesso anche solo attraverso sfumature leggere, come in Cleo dalle 5 alle 7, il secondo film della rassegna (in programma il 18 febbraio) con cui, per la prima volta negli anni 60, Agnès Varda ha reso una donna soggetto della storia, invece che materiale di contorno,…
BUON COMPLEANNO VOGUE ITALIA «Quando apro il vostro giornale, la prima cosa che cerco è lo Scrapbook di Lele Acquarone». Me lo confidò, nei primi Duemila, un giovane fotografo londinese. E le sue ragioni mi parvero subito chiare: in quelle pagine, disegnate e scritte a mano ogni mese dall’autrice, scorreva una creatività pura e perfettamente comprensibile a chi ignorava l’italiano ma desiderava una chiave di lettura per le ricerche più audaci della moda contemporanea. Spunti e suggestioni prendevano la forma di un collage caleidoscopico, e mentre un rutilante vocabolario fatto di fotografie, acquerelli e giochi di parole scorreva davanti agli occhi, l’immaginazione volava lontano. Impossibile resisterle. Lele, che questo mese compie 85 anni, negli anni Sessanta entra nella redazione di Novità per avviarsi al giornalismo. «Eravamo in via Brera 17,…
APPUNTAMENTO IN LIBRERIA Uno dei verbi che ho sentito ripetere più spesso da Michela Murgia è “moltiplicare”. Moltiplicava qualsiasi cosa, a partire dalle collane. Usciva di casa indossandone una, ritornava la sera con almeno tre monili al collo: le poteva capitare di incontrare una ragazza che le faceva dono di un suo ciondolo (sigilli che restituivano la gratitudine per le sue parole), oppure ne acquistava una nuova di zecca mentre passeggiavamo (Michela lasciava poco spazio al desiderio, ciò che voleva se lo prendeva subito), più spesso ne tirava fuori una addormentata in qualche anfratto di una borsa. Diffidava dell’oro e dei diamanti, diceva che non era “adatta”, le cose preziose la facevano sentire scomoda: preferiva le resine, il vetro o l’argento a intrecciare spirali, amuleti, animali. Michela amava moltiplicare perché…