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In principio volevamo solo fare uno spuntino veloce insieme, prima della sfilata di Prada. Ma è risaputo: le idee migliori nascono sempre da una chiacchierata spontanea. E così a settembre dello scorso anno, durante la settimana della moda milanese, le mie colleghe Kerstin Weng (“Vogue Germania”), Eugénie Trochu (“Vogue Francia”), Inés Lorenzo (“Vogue Spagna”) e io ci siamo sedute sulla panchina di un bar davanti a un hamburger e abbiamo iniziato a parlare di idee, chiedendoci ancora una volta: cosa unisce i nostri quattro Paesi? Ci sono in effetti parecchie connessioni e sono favorite dalla rete ferroviaria. Per molti europei, il fenomeno dell’Interrail è stato a lungo sinonimo di viaggi rilassati e contatti intercontinentali. Grazie alla sua natura sostenibile, oggi il treno diventa più rilevante che mai. Ma questo spirito,…
BRETT LLOYD Conosciuto per il suo stile a un tempo classico e innovativo, Brett Lloyd è un fotografo nato nel Nord dell’Inghilterra, che vive e lavora tra l’Italia e Londra. Le sue opere giocano con la luce, dando vita a narrazioni avvincenti, da cui traspare la sua sensibilità nell’interagire con il corpo umano. Il modo in cui rappresenta gli edifici e le formazioni geologiche consente di cogliere tutto il senso di genuina meraviglia che permea il suo lavoro. Innamorato dell’Italia, ha pubblicato il volume fotografico Napoli Napoli Napoli (Mörel Books , 2022), una lettera d’amore alla città con cui ha un legame speciale. Michela Murgia Michela Murgia è una scrittrice e attivista, nata in Sardegna, che vive attualmente a Roma. È appena uscito il suo ultimo romanzo intitolato Tre ciotole,…
Ci sono luoghi capaci di liberare chiunque li sfiori. Non importano le ragioni che ci spingono ad andarci. Non importa quanto tempo ci si rimane. Non importa, in fondo, nemmeno quello che si farà in quei giorni. Basta una manciata di ore per non essere più chi si era prima. Lo sguardo cambia e si addolcisce, il passo si allunga, i pensieri accelerano e abbracciano senza fatica l’orizzonte. È difficile risalire alle cause di questa metamorfosi: non è certo il clima, non è la bellezza del paesaggio e non è nemmeno la struttura politica della città a causarla. È la somma delle esperienze di libertà che si sono consumate in quel luogo a liberare chi vi soggiorna. Ed è come se l’energia sprigionata da chi si è emancipato fosse capace…
Ci trovavamo da qualche parte nel sud-est della Polonia, vicino al confine con l’ex Unione Sovietica. La mezzanotte era passata da un bel po’, e noi stavamo percorrendo una valle illuminata dalla luna, con un branco di lupi alle calcagna. La polizia ci ha raccolto per strada e interrogato a bordo di una Lada. Eravamo diretti a un nuovo festival hippie/new age chiamato Rainbow Gathering di cui avevamo sentito parlare a Tacheles, il centro sociale dell’ex Berlino Est dove avevamo trovato asilo negli ultimi giorni, ma non avevamo modo di comunicarlo ai poliziotti. Siamo stati condotti in auto fino a un edificio. Dopo averci ordinato di entrare, i poliziotti ci hanno offerto la cena, della quale ricordo ancora i ravioli. Temendo per la nostra sicurezza, ci avevano portato in un…
Prima di dare il nome a un romanzo e di diventare un celebre film, nel secondo dopoguerra il termine “trainspotting” inizia a indicare l’hobby di osservare i treni e di annotarne i nomi e i numeri di serie. È quello che fa oggi Francis Bourgeois, londinese di 22 anni che sul suo profilo TikTok (@francis.bourgeois) con 3 milioni di follower, dove si definisce “appassionato di ferrovie”, carica video di treni di tutto il mondo di cui racconta la storia con un entusiasmo sincero. Perché lui, quando siede sui sedili di un vagone, è la persona più felice del mondo. Invece di scrollare compulsivamente i social, di parlare col vicino o di cercare di prendere sonno come facciamo noi, la maggior parte del suo tempo a bordo Francis Bourgeois lo passa…
Ventisei pagine e una copertina per raccontare un gesto quotidiano colmo di banalità: il viaggio in metropolitana. Chi ci vive lo sa, non c’è niente di più noioso e ripetitivo di quel susseguirsi di azioni – scendere le scale, cercare la tessera nella borsa, passare il tornello, raggiungere il binario, scegliere la carrozza ideale (quando possibile) e poi guardare l’inesorabile alternarsi di muri e fermate, fino a che non si arriva alla propria. Eppure, «Preferisco il rumore delle metro affollate a quello del mare», cantavano Colapesce Dimartino, solo poche settimane fa sul palco del Festival di Sanremo, infilandosi subito nelle nostre playlist pre-estive. In effetti, soprattutto per chi la città l’ha scelta e abbracciata, quella routine ha un che di rassicurante, come fosse il continuum del sonno, forse perché per…