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La protagonista della storia di copertina, questo mese, è la super modella Kendall Jenner. Con noi ha parlato a cuore aperto di salute mentale, un tema a lei caro, particolarmente sentito dalle giovani generazioni e non solo, perché i conti con se stessi bisogna farli a qualsiasi età. L’immagine di copertina evoca quel “fuoco” che abbiamo dentro: un tumulto di emozioni difficili da gestire e che spesso, inaspettatamente, provocano un effetto “palla di neve”. Lavorarci e affrontare le ombre è importante, come confida Kendall. «Posso solo sperare di essere felice e continuare il mio viaggio per diventare la versione migliore di me stessa». A pagina 64 Francesco Vezzoli, che abbiamo intervistato in occasione della sua prossima mostra a Roma, sostiene che persone come lei ben rappresentino “the new establishment”, e…
Georgia Pendlebury Georgia Pendlebury è una stylist con base a Parigi al cui attivo figurano collaborazioni con brand quali Jean Paul Gaultier, 16Arlington, Nina Ricci e Dior. Attualmente fashion director presso il semestrale Novembre, lavora per varie altre pubblicazioni, tra cui Dazed, The Face e Vogue France; in particolare, ha curato un numero della rivista Magazine. Inoltre, collabora regolarmente con fotografi quali Carlijn Jacobs, Charlotte Wales, Elizaveta Porodina, Harley Weir, Hugo Comte, Jordan Hemingway e Sharna Osborne, solo per citarne alcuni. Robin Galiegue Il raffinato approccio del fotografo francese Robin Galiegue offre una visione fresca e originale della bellezza, della moda e del lifestyle. Attraverso i suoi lavori realizzati su commissione, gli editoriali e le opere a carattere personale, Robin crea mondi e connessioni intime, sia in studio sia in…
Andrea Trimarchi e Simone Farresin, alias Formafantasma, sono senza dubbio il design duo italiano più ricercato del momento. E Maria Porro, presidente del Salone del Mobile, non se li è fatti scappare: per l’edizione numero 61 (a Milano dal 18 al 23/4), e in particolare per Euroluce, li ha chiamati a progettare diversi spazi tra cui Aurore – l’arena per i talk –, le dodici Costellazioni a cura di Beppe Finessi e il bookshop curato da Corraini Edizioni. Andrea e Simone hanno risposto con il consueto approccio analitico ma poetico. «Crediamo, come Maria, che la fiera non possa più essere solo un contenitore ma debba dire delle cose importanti e prendere delle posizioni: si tratta di una piccola rivoluzione che speriamo crescerà nel tempo», esordiscono loro, che vivono tra Milano…
Non è solo una questione di abilità tecnica di cui peraltro Steven Meisel non difetta certo, ché ci ha messo tutta la sua consumata maestria per far sì che la top Hannelore Knuts (outfit hollywoodiani annessi) non finisse “divorata” dalla spettacolare magniloquenza degli ambienti e delle prospettive di cui fa sfoggio la Sheats-Goldstein Residence (1961-63), capolavoro del discepolo di Frank Lloyd Wright, John Lautner, sulle colline di Beverly Crest (Los Angeles). No, la questione è a monte, ancora prima dell’amore del fotografo per lo stile architettonico Mid Modern (da lui spesso frequentato) che, anche grazie agli scatti storici di Julius Shulman, è uno degli ingredienti base del mito americano, e losangelino in particolare. Perché, a ben guardare, il dato che più colpisce è come e quanto Meisel sia stato capace…
Trafelata, leggera, sospesa. Questi gli aggettivi con cui Stella Pende descrive Marella Agnelli in un’intervista degli anni Ottanta. Più puntuale, ma meno evocativo il ritratto che ne fece Oriana Fallaci: «Molto bella, altissima, chic, con un gran petto. Capelli sul biondo. Le labbra sempre rosa geranio, le scarpe con mezzo tacco e possibilmente dello stesso colore delle calze, le unghie senza smalto, gli occhi marrone». In oltre mezzo secolo di matrimonio con Gianni Agnelli, Donna Marella Caracciolo di Castagneto è stata la vera First Lady italiana. Mentre si avvicendavano le signore Gronchi, Segni, Saragat, Leone era lei che, complice un’innata eleganza, figurava nella “Best Dressed List”, l’elenco delle donne meglio vestite del mondo, esportando così l’immagine dello stile italiano. Oggi, a quattro anni dalla sua morte e a settanta dalle…
«Sono come le attrici che vanno in ansia mentre attendono un nuovo copione». Accoccolato su un divano verde acqua nel suo salotto milanese, sotto lo sguardo metafisico di un’imponente Sophia Loren in bronzo del 2011, Francesco Vezzoli mi racconta i preparativi del suo nuovo progetto romano: Vita Dulcis, una grande mostra al Palazzo delle Esposizioni (dal 22/4 al 27/8), dove reperti archeologici mai (o quasi) mostrati al pubblico, scelti dalle collezioni e dai depositi del polo museale archeologico capitolino, saranno in conversazione sia con opere create dall’artista, che con film ispirati all’antica Roma, tra cui Cabiria, il Satyricon di Fellini e il suo omaggio al Io, Caligola di Tinto Brass. «Quando mi hanno chiamato per propormi di curare questo progetto insieme a Stéphane Verger, mi sono sentito come un bambino…