C’è una strana sensazione, tra curiosità, sorpresa e sbigottimento, nell’accarezzare quella porzione di pelle tra naso e labbra che prima era liscissima e improvvisamente ispida e appuntita. Il corpo, a differenza della mente, gioca da battitore libero, vive di improvvisazione e bussa alla porta dell’adolescenza con due linee scure ben definite chiamate baffetto. Non ancora baffo, folto, imponente e autoritario, ma la sua forma più acerba e buffa fine dell’età dell’innocenza. Vanto, rito di iniziazione che riempie di innocente orgoglio, o scherno, un’ombra sospetta su volti fino a ieri rosei.
Immagino il Novecento come un uomo centenario, ogni decade corrisponde a un’età. Gli anni Venti sono la sua adolescenza e, in linea con il primissimo strato di peluria sui lineamenti di un giovane, il baffetto di quegli anni è sottilissimo,…
