Desideravo pubblicare un ritratto di Andrea Branzi giovane, perché così, giovane, proiettato imperterrito e gioioso nel tempo a venire, lui è rimasto ai miei occhi fino all’ultimo giorno della sua vita. È un’immagine di famiglia che risale alla fine degli anni Settanta, che include la moglie Nicoletta Morozzi e le due figlie ancora bambine Orsola e Lorenza, ovvero un nucleo fondamentale di affetti familiari e “partner in crime”, che negli anni si è allargato includendo un’enorme quantità di collaboratori, discendenti, professionisti, studenti, amici. Così piaceva vivere e lavorare a Branzi, amava includere, coinvolgere, condividere, confrontarsi, conversare, discutere: tutti, con lui, erano liberi di elaborare idee, pensieri e scelte, benvenuti a casa, a lavorare con lui, ma anche a mangiare, a giocare, a ridere insieme.
La vita di Andrea Branzi è…
