Secondo molti osservatori, mettere assieme il lusso e i social network è come creare un ossimoro, cioè combinare elementi che esprimono concetti contrari. Insomma, un controsenso. Ebbene, non è più così, almeno per una moltitudine di beni che fino a pochi anni fa rifiutavano tassativamente il contatto con media ritenuti “plebei”. Non a caso, nel 2012, nel suo “Luxury Brands in the Digital Age”, Nadine Hennings si chiedeva se si potesse ancora parlare di esclusività – elemento fondamentale del concetto stesso di lusso - se in qualche modo la si stava rendendo accessibile a tutti, anche se soltanto sotto forma di comunicazione. Lei stessa, come molti altri esperti, ha dato una risposta affermativa a questa domanda, introducendo tuttavia la necessità di creare nel messaggio social – cosa per nulla facile…
