Il Mediterraneo, e le acque italiane in particolare, hanno la “febbre”? Parrebbe di sì, a giudicare dalla stagione estiva decisamente afosa che stiamo vivendo, le cui ondate di calore hanno interessato anche le acque superficiali fin dalla tarda primavera. Secondo recenti dati osservati da alcuni ricercatori, a giugno la superficie del mare era più calda di quanto sia stata in media negli ultimi trent’anni. Un focus del 19 giugno scorso, da parte del programma UE di monitoraggio “Copernicus”, annunciava temperature superiori di 5 gradi in alcune zone del mare nostrum rispetto alla norma. Differenziale che, perdurando, potrebbe avere effetti disastrosi e irrimediabili su vita marina e habitat già messi a dura prova da fattori antropici invasivi e deleteri. Per monitorare meglio il fenomeno, in atto ormai da tempo, nel 2021…
