Quella del comandante - o skipper, che dir si voglia - è una figura che nel diporto più comune, quello che non si avvale necessariamente di equipaggi professionali, non ha la stessa sacralità riscontrabile nella marina mercantile e, più ancora, in quella militare. Finisce così che ne risultino sfumati quei doveri, compiti e diritti che invece sussistono, indipendentemente dalla grandezza del mezzo sul quale dovrebbero essere esercitati. Intendiamoci, non è un problema esclusivo del nostro settore. Basti pensare alla totale leggerezza con la quale in tanti si mettono al volante della loro automobile, esercitando di fatto le funzioni di “comandante”, appunto. Tanti che poi sono esattamente gli stessi che, se possiedono una barca, si mettono al timone con una disinvoltura che, spesso, troppo spesso, sconfina in una colpevole incoscienza. Torna…
