Un dolce profilo collinare in mezzo al quale si stagliano i ripidi contorni di un vulcano. Non è un acquerello di Hiroshige, bensì il percorso di un diagramma che, ciclico, si ripete di anno in anno rappresentando in forma grafica l’andamento degli incidenti che, da gennaio a dicembre, occorrono nell’Italia diportistica. Per quanto fondato e comprensibile, l’errore da evitare è quello di considerarne l’andamento fisiologico, normale: due termini che costituiscono l’anticamera per l’inaccettabile definizione di “inevitabile”. Proprio per questo ne parlo adesso, cioè nel mese in cui le pendici di quel Fuji Yama si fanno evidenti, lasciandone intuire lo sviluppo fino alla classica vetta di agosto. Lo so, pure per un’imperdonabile scaramanzia, in questo periodo si vorrebbe sentir parlare soltanto di altro: di sole, di baiette incontaminate, di ripresa del…
