Made in Italy, family feeling, custom made. Esclusività, prestigio, lusso, comfort, eleganza. E poi ancora ampi volumi, scafo marino, linee aggressive, cura maniacale. Potrei proseguire per molte righe ancora nell’enumerare gli elementi di quel vocabolario che, per l’uso smodato, sbadato, sbagliato, smisurato che se ne fa, ha perso ormai del tutto ogni significato. Ma proprio del tutto. Tanto è vero che, nella maggioranza dei casi, potremmo prendere in blocco il testo di presentazione della barca “X”, scambiarlo con quello della barca “Y”, e nessuno se ne accorgerebbe. Chi redige questi scritti insulsi e li invia come comunicati stampa o li pubblica sul web compie una vera e propria privazione di identità ai danni di opere che, invece, una loro identità ce l’avrebbero eccome. Ma per scoprirla e raccontarla ci vorrebbe…
