Le grandi crisi industriali che stiamo soffrendo in questo periodo pongono alla classe politica un problema a due facce: da un lato, il sacrosanto obiettivo di salvare posti di lavoro; dall’altro, l’esigenza di tenere sotto controllo il consenso.Com’è facile riscontrare, l’energia impiegata a tal fine è quasi sempre direttamente proporzionata al numero che esprime la massa dei lavoratori coinvolti, perciò, anche se può suonare scandaloso, non è azzardato dire che i 12.000 dipendenti dell’Alitalia “pesano” un po’ meno dei 20.000 dell’Ilva. Insomma, persino agli occhi del buon homo politicus, l’individuo tende a scomparire di fronte alla moltitudine.
Viene da chiedersi, perciò, come mai i 200.000 lavoratori della nautica da diporto italiana - ai quali, se possibile, andrebbe aggiunto l’incalcolabile indotto sommerso – non facciano paura a nessuno, nonostante che un’alta…
