Nel mondo dello yachting, una sola cosa è indiscutibilmente autentica, tangibile, riscontrabile: la barca, quale summa di tutto quel che l’ha realizzata. Dunque, armatore, designer, ingegneri, maestranze, fornitori. Un cast di attori tutti facilmente identificabili. Poi c’è il resto, cioè quell’insieme di elementi che, a vario titolo, creano l’ambiente, l’habitat, l’immagine. Qui, l’identificabilità, l’oggettività, il riscontro si mescolano con molte variabili, quali l’opinione, l’interesse, la strategia, la simpatia. Un dedalo nel quale è facile perdere l’orientamento. Un esempio tra i tanti: leggi che tale yacht ha ricevuto un “prestigioso” award e, candidamente, pensi che sia migliore dei suoi diretti concorrenti. Sbagliato, perché, un attimo dopo, puoi scoprire che ciascuno di quei concorrenti ha vinto a sua volta un award diverso ma altrettanto “prestigioso”. Per carità, nulla di necessariamente sbagliato o…