Nulla ha fatto vendere i libri come il lockdown. Forse perché solitudine, buen retiro, è sinonimo di lettura, una pratica culturale e ben poco naturale che, si sa, in tempi “normali”, non è mai troppo frequentata dagli italiani, a partire da coloro che più di tutti avrebbero bisogno di rinnovare il proprio bagaglio di idee: manager, decisori pubblici e privati, politici, classi dirigenti. Avranno fatto, costoro, finalmente le letture giuste? Quelle che, anziché “riempire le teste”, direbbe Montaigne, ci aiutano a costruire “teste ben fatte”? E che, quindi, sono in grado di produrre nel tempo, sviluppando le capacità cognitive più pertinenti, effetti duraturi sulla politica, sulla società, sulla civiltà. Ora che siamo più o meno tornati alla normalità, possiamo provare a pensare a un cambio di paradigma? La cultura, intesa…