Yewande Omotoso, 38 anni, nata a Barbados, vissuta in Nigeria e trapiantata in Sud Africa, incede come una modella: alta, slanciata, vestita afro-chic. Nel suo ultimo romanzo, La signora della porta accanto, racconta di due agguerrite ottantenni, Marion, bianca, architetto, con problemi di figli e soldi, e Hortensia, afroamericana, ricca designer, sposata a un bianco, senza figli e arrabbiata con il mondo intero. Si confrontano (e si insultano) da vent’anni in un villaggio-enclave di Città del Capo, per scoprire alla fine una granitica solidarietà femminile, al di là di ogni appartenenza. «Tutti mi chiedono se ho voluto fare una parabola sul Sudafrica», dice l’autrice. «Ma la mia è una microstoria di due donne che ripercorrono la loro vita e i loro principi, tra le pareti di casa. La questione razziale…
