Io 18 anni, lui 27; io figlia di tabaccaio, lui di industriale; io carina, lui bellissimo; io brava ragazza, lui dongiovanni. Mi ha fatto sentire la più amata, poi mi ha tradita e umiliata. Quando l’ho lasciato ha detto: «Meno male, io è da tanto che ti volevo mollare ma mi facevi pena». E mi dice che si trasferisce a Milano e che si sposa. Poco dopo mi accorgo di essere incinta. Mio padre è un violento, avevo paura a dirglielo. Sono andata da lui che mi ha detto al citofono: «Scusa, sto facendo le valigie». Disperata, mi sono rivolta a sua sorella, finora sempre gentile, ma è stata durissima: «Lui si sposa, che vuoi?». E mi ha dato i soldi per abortire. Con dolore, l’ho fatto. Dopo cinque anni…
