Era l’8 giugno 1941, quando Maria Adriana Prolo, a 33 anni, scarabocchiò sulla sua agenda una frase piuttosto ermetica: “Pensato il Museo”. Non un’idea qualsiasi buttata lì, ma una visione che la fulminò, forse la ossessionò, sicuramente non la abbandonò per il resto della sua vita. Aveva visto lontano, perché quel museo, che nacque a Torino, culla del cinema muto italiano, è ancora oggi il più importante per la settima arte, nel nostro Paese. L’illuminazione arrivò dopo aver conosciuto “registi, attori, attrici, sceneggiatori, cartellonisti, tutti con lo stesso rimpianto: l’età d’oro del cinema torinese era anche stata quella della loro vita. Quasi tutti avevano documenti, foto e apparecchi”, raccontava la Prolo, fondatrice del Museo nazionale del Cinema di Torino.
“La signorina del cinematografo”, come era soprannominata al Balôn, lo storico…
