Nel 1939 Tina è di nuovo in Messico con Vidali, ancora come Maria e Carlos. Ma è una donna stanca. Una sera, dopo una cena in casa di amici, prende un taxi. Il tassista avverte come un soffio. Tina muore così, a 46 anni, il 5 gennaio 1942, probabilmente di infarto. La stampa scandalistica ventila l’ipotesi di un omicidio, il coinvolgimento di Vidali. Pablo Neruda si indigna, e scrive l’epitaffio sulla sua tomba: “Tina Modotti, sorella, tu non dormi, no, non dormi: forse il tuo cuore sente crescere la rosa di ieri, l’ultima rosa di ieri, la nuova rosa. [...] Puro è il tuo dolce nome, pura è la tua fragile vita: d’ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, spuma; d’acciaio, linea, polline, si costruì la tua ferrea, esile struttura”. Il fuoco…