Giulio Cesare era un grande conquistatore. Territori, ricchezza, consenso, cariche, donne: tutto volle e tutto ottenne. Con il mondo ai suoi piedi, dove sarebbe arrivato, se non lo avessero ucciso? Rari gli uomini di quella tempra (e ambizione) che muoiono tranquilli di vecchiaia. Cesare, sappiamo, non fu tra questi. Lo tradirono anche gli insospettabili: l’ultima cosa che vide fu la mano assassina di chi amava. Certo, di piedi, e interessi, ne aveva pestati molti. Ma il suo indiscusso genio militare e politico (che lo ha reso simbolo universale del potere) sembrava averlo reso invincibile. E invece. Il suo sangue non fermò il corso della Storia e la Repubblica romana finì comunque. Solo che a darle il colpo di grazia fu qualcun altro, quel giovane Ottaviano che dietro l’alibi della vendetta…