Il motore a scoppio l’aveva inventato un sacerdote toscano ben prima del tedesco Nikolaus Otto. Si chiamava Eugenio Barsanti. La penicillina era stata isolata dal medico molisano Vincenzo Tiberio quando Alexander Fleming andava ancora alle medie. Ma anche lampade a incandescenza, telefono, telecomandi, fax e persino i satelliti geostazionari hanno le radici nella nostra Penisola: sono tutte scoperte, invenzioni o intuizioni opera di nostri connazionali che, oltre al genio, hanno avuto in comune un’unica sorte. Non sono mai riusciti a diventare celebri né ad arricchirsi come i loro rivali anglosassoni, francesi o tedeschi, venendo dimenticati persino dai libri di scuola. Ed è anche per questo che oggi quasi nessuno ricorda i loro nomi. Il che la dice lunga sulle opportunità che il nostro Paese ha sempre offerto alle ambizioni scientifiche,…