Sessanta, sessantuno, sessantadue: gli spettatori contano i secondi, trattenendo il fiato. Centodiciannove, centoventi, centoventuno: le speranze di rivedere il loro idolo in superficie si affievoliscono. Ma è proprio allora che Harry Houdini riemerge trionfante dal fiume Hudson: è riuscito chissà come ad aprire la cassa di legno sigillata con chiodi, catene e lucchetti in cui era stato buttato nell’acqua gelida. E, ovviamente, si è liberato anche delle manette che gli legavano i polsi. La povera Beatrice “Bess” Rahner, sua moglie, si lascia sfuggire un singhiozzo.
Nessuna impresa è troppo pericolosa per il più grande illusionista del Novecento: rischiare la vita è l’unico modo che conosce per strabiliare ogni volta il suo pubblico. Il suo repertorio è pericoloso e imprevedibile, le sue fughe, da corde, lucchetti, manette, catene, prigioni blindate o…
