La Storia è racconto, ricostruzione degli avvenimenti per comprendere ciò che è accaduto sulla base di testimonianze. Ma che cosa succede quando i documenti su cui si basa il lavoro degli storici sono opera di un falsario? Pensiamo alla Donazione di Costantino, con la quale si pretendeva che l’imperatore avesse sancito la superiorità del papa, sbugiardata nel ’400 dall’umanista Lorenzo Valla. O al decreto apocrifo con cui Nerone avrebbe fatto dono dell’autonomia ai territori norici, guarda caso gli stessi dominati dagli Asburgo, probabili committenti del falso.
L’imbroglio fu svelato da Francesco Petrarca. Eppure, come tutti i grandi falsi della Storia, ha lasciato traccia nella memoria collettiva: è difficile sradicare una frode ben riuscita. Pensiamo ai vergognosi Protocolli di Sion; falsissimi, ma ancora oggi capaci di alimentare l’antisemitismo. Va detto che…