Morì 133 milioni di anni fa, sprofondando a testa in giù in una palude: una fine ingloriosa per un iguanodonte, un dinosauro erbivoro che popolava la terra durante il Cretaceo, ma utile agli scienziati moderni. In quell’ambiente acido e privo di ossigeno, parte del suo cervello, schiacciato contro la parete superiore della cavità cranica, non si decompose: fosfati e carbonati rimpiazzarono le sostanze organiche di cui era composto, trasformandolo in un minerale di forma uguale a quella originaria. La superficie rugosa di questo fossile, ritrovato sulla costa del Sussex (Inghilterra) nel 2004, ha insospettito gli studiosi, ma solo quest’anno una équipe anglo-australiana ha individuato sulla volta cranica fossilizzata tracce mineralizzate di vasi sanguigni e di tessuto cerebrale di dinosauro.
Intelligenza antica. Si tratta del primo reperto al mondo di questo…