Quando Oscar Pistorius, oro nei 200 metri piani e bronzo nei 100 alle Paralimpiadi di Atene del 2004, espresse il desiderio di partecipare alle Olimpiadi del 2008, la Iaaf glielo impedì: le Flex-Foot Cheetah, lame in fibra di carbonio grazie a cui correva nonostante l'amputazione subita a entrambe le gambe all'altezza della tibia, e per le quali era stato soprannominato Blade Runner, gli attribuivano, a detta della federazione internazionale, un vantaggio sugli altri atleti. Ci sarebbe voluto uno studio scientifico del Massachusetts Institute of Technology per dimostrare che le gambe artificiali non miglioravano in alcun modo la performance del velocista sudafricano oggi condannato per femminicidio, permettendogli così, primo atleta amputato nella storia dei Giochi, di partecipare alle Olimpiadi di Londra del 2012, dove avrebbe raggiunto le semifinali dei 400 metri…