«L’esperienza di vita è solo uno specchio, a cui si affianca il nostro istinto. Accettare di essere vulnerabili, quella è la vera rivoluzione. Il tempo, in fondo, è un’illusione». A parlare nel 2019, preannunciandolo ben 37 anni prima, quando Blade Runner di Ridley Scott uscì, è proprio Rutger Hauer, che grazie al ruolo del replicante Roy Batty è diventato icona immortale e celebrata, come all’ultimo Lucca Film Festival & Europacinema. Artista, idealista, attore con oltre 100 film in 50 anni di carriera, l’olandese «un po’ pazzo», come talvolta amava definirsi, ha lasciato il segno, eccome, collaborando con i grandi registi, da Ermanno Olmi a Sam Peckinpah, da Christopher Nolan a Richard Donner. Diviso tra cinema mainstream e indipendente, non lo è però mai stato nel privato, fedele semmai all’amore della…
