La macchina stracarica di valigie. L’autostrada a corsie alterne, due e una, che a finire dietro a un camion nel tratto sbagliato non arrivi più. Le gallerie, l’autogrill, le curve. Il mare che improvvisamente spunta da dietro una montagna, come una promessa mantenuta. E poi: l’odore di salsedine e quello di una casa rimasta chiusa mesi. Le palme sull’Aurelia, i bagni, il juke box, il cornetto, gli amici ritrovati, la sabbia sotto i piedi, le sdraio di legno, il moscone del bagnino, la boa da conquistare. Dentro, quel senso infinito di possibilità e la certezza che tutto sarebbe stato al riparo dalla noia, dalla routine, dalla banalità. La storia delle nostre vacanze è fatta di madeleine che si somigliano tutte, gesti e posti e cibi e canzoni archiviati in una…
