A essere al posto di Claudio Baglioni, forse ci starebbe una visita al casinò di Sanremo, a puntare tutto sul 68. Sessantotto come l’anno in cui ha iniziato la sua carriera, quando ancora sfoggiava un look esistenzialista, maglioni neri a collo alto e occhiali dalla montatura spessa. Sessantotto come il numero di edizione di Sanremo 2018 del quale è, appunto, direttore artistico (anzi, «dittatore artistico», come l’hanno definito). Sessantotto, persino, come il numero del suo pass. Per chi crede nei segni del destino, davvero troppe coincidenze.
Eppure, più che sessantottina, rivoluzionaria, l’aura che promette questo Festival, che si terrà dal 6 al 10 febbraio, sembra essere più ecumenica, quasi salomonica. Ci ha scherzato lo stesso Baglioni, confermando il proprio ruolo di «sacrestano» della kermesse, e premettendo che la sua creatura…