Massì, mannò
Gentile direttore, sono un’affezionata lettrice del suo giornale, che scelgo sempre fra mille. Posso farle un piccolo appunto? Perché scrivete sempre parole brutte e scorrette come “ché”, “sennò”,“ennò”, “maddai”, “massì” “settimana prossima” (senza articolo), “settimana scorsa” (idem)? Sono grammaticalmente sbagliate, in uso nel linguaggio parlato e personalmente le trovo irritanti quando le leggo. La lingua italiana, soprattutto quella scritta, non merita di essere storpiata e strapazzata così, soprattutto da chi per lavoro ne fa largo uso. Elena Alghisi
Risponde Maria Elena Viola
Gentile lettrice, più che errori sono “licenze” prese dalla lingua parlata. Ho sempre pensato che i giornali siano creature in continua mutazione, che assorbono e raccontano il loro tempo. Il nostro modo di esprimerci è molto cambiato negli anni, e Gioia! ha scelto di…