Sabrina ricorda soprattutto questa immagine di Jacopo, il suo compagno: con la figlia Agata appena nata, che se la stringe contro la camicia. «Se l’era messa apposta», dice ridendo, perché sapeva che l’avrebbe vista e toccata per primo, che sarebbe stato lui a tenerla «vicino al suo cuore», ed era convinto che quell’incontro, quel contatto, meritassero un tessuto più delicato di una maglietta. «Per lui è stata un’emozione, qualcosa di davvero importante. Quel giorno era molto tenero, così spaventato: a me avevano fatto un cesareo programmato, a lui avevano affidato questa bambina che urlava». È felice, Sabrina, di non avergli detto no, come era stata tentata di fare quella sera di nove anni fa, quando lui l’aveva invitata a uscire. La differenza di età la spingeva a non dargli una…