Il gruppo, anche detto branco: otto ragazzi, due sono quindicenni, poco più che bambini, il più grande non ha ancora vent’anni. L’aggressione: violenta, insensata, al grido di «Siete dei froci!». Il posto: non Mosca, dove l’attivista italiano Yuri Guaiana è stato arrestato per il suo impegno di denuncia contro le persecuzioni violente degli omosessuali in Cecenia, ma Corvetto, periferia di Milano, in una qualsiasi notte di fine gennaio, davanti a una discoteca con un nome altrettanto qualsiasi, Karma. Otto ragazzi italiani, alcuni ancora adolescenti, ci danno dentro a calci, pugni, bottigliate; infieriscono anche quando uno dei “froci” è già a terra. E mica perché provocati (una bugia di gruppo, poi smontata dagli inquirenti). No: perché la persona che hai davanti, in quanto diversa da te, altro da te, può essere…
