«Non dico che lui sia un assassino, ma squilibrato e ossessivo sì, e non sono buoni segni» Ti ho già scritto e mi hai risposto (Gioia! 1, del 14 gennaio). Sono quella lasciata con un «Ti lascio, non ti amo più», dopo otto anni e tre figli. Ma lui pretendeva di rimanere in casa, di impormi la sua presenza, con un atteggiamento strafottente e ostile, come se il torto glielo avessi fatto io. Stavo da cani. Finalmente è andato via, ma mi telefona di continuo, se non rispondo insiste anche dieci volte. Per il quieto vivere alla fine gli parlo e lui, dopo mezza parola sui bambini e senza ascoltare la risposta, mi fa l’interrogatorio: «Dove stai, con chi sei, c’è un altro?». A volte dice che «zoccola come sono»…
