C’è un filo invisibile che lega la morte di Ashley Olsen, la 35enne americana che ha perso la vita dopo una notte di sesso occasionale e cocaina nel suo monolocale di Firenze, e le donne molestate nel tragico Capodanno di Colonia. E non è il colore della pelle degli autori di quei fatti, il loro status di immigrati, regolari e non. Perché lo stesso filo unisce e intreccia come in una rete, la studentessa violentata e accoltellata dal compagno di liceo, solo ora indagato per un delitto commesso 30 anni fa, la giovane abusata per ritorsione contro il fidanzato, e tutte le mogli, compagne, figlie, madri, pestate o uccise da un uomo, che forse un giorno ha anche detto di amarle.
L’odio contro le donne è global e democratico. Non…
