Eppure le biografie delle vittime sono lì a raccontarci, con maggiore precisione e meno accomodamenti ideologici, come va il mondo; a illuminare d’un briciolo di senso, e persino d’ottimismo, quel che senso non ha. A ricordarci chi siamo “noi”, davvero. Bisognerebbe cercare di farlo sempre, si può cominciare a farlo ora, a partire dal massacro di Parigi, per poi procedere a ritroso: chiedersi chi erano le vittime. Cercare in Rete gli elenchi, gli indizi, i nomi (nomi che ci suonano familiari, nomi che ci suonano strani, certi nomi che non avevamo mai sentito prima...) di tutte quelle persone che hanno perso la vita, per esempio nel centro di Parigi in un venerdì sera d insopportabile ferocia. C è un mondo, il nostro, in quegli elenchi. Ci sono i francesi e…
