I fatti di Nizza, la Promenade dei passeggini e dei turisti trasformata in cimitero sono stati la fine definitiva dell’innocenza Nizza è sempre stata per me la città delle estati spensierate. La Francia a portata di mano, più moules-frites che escargot, sorniona, accogliente, senza la spocchia di Cannes. Si aspettava con ansia insieme a mia cugina la fine della scuola per scappare in quella zona franca di adolescenza sfrenata, dove l’unica regola era il corso di lingua al mattino - tra torinesi di buona famiglia, tedeschi in bermuda, asiatici in batteria - e poi, assolto il dovere, spiaggia e piacere fino a sera, su e giù per quella Promenade Des Anglais che odorava di mare, creme solari e feromoni.
Per me che venivo da una piccola città con ambizioni cosmopolite,…
