e settima- Ci sono settimane di cattive notizie ne di buone notizie. L’ultima è stata una settimana di buone notizie. Primo perché sono passate le unioni civili. Una svolta epocale che ci mette finalmente in pari con buona parte dei Paesi europei. Non siamo ancora i primi della classe, ma non siamo nemmeno i più somari. Da qui in avanti, se ci si applica, si può solo migliorare. Spiace soltanto che, tra anatemi, proclami omofobi, inviti alla resistenza e annunci funebri, non si gioisca all’unisono, considerando questa legge non una conquista di tutti ma un capriccio di pochi. Dimenticando che uno Stato democratico, fondato su una Carta che al terzo articolo recita «tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge», deve poter rappresentare tutti quanti, compresi gli atei, i separati,…
