Il progetto si chiama Aisha, nome arabo femminile che significa “colei che è viva”, perché viene in aiuto alle donne che subiscono violenza e devono ritrovare la forza di vivere. L’iniziativa parte da alcune giovani milanesi musulmane, Amina, Bianca, Chiara, Sara, Selma, Sumaya. Sono psicologhe, sociologhe, psichiatre, vogliono aiutare le vittime, ma anche prevenire il problema all’interno del mondo islamico. Come? Facendo corsi a chi sta per sposarsi o alle coppie già formate su come deve essere il rapporto uomo-donna. «Vogliamo anche spiegare la sessualità ai giovanissimi, perché loro hanno esigenze particolari», precisa Sumaya Abdel Qader, sociologa di origine palestinese, nata a Perugia e cresciuta a Milano. Il progetto, sostenuto dal Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano e Monza-Brianza (cai-milano.itcai-milano.it) e dal Comune di Milano, è molto articolato. Prevede, per…