Cari lettori,
sono un fiero sostenitore del metodo scientifico, secondo me il motore decisivo del vertiginoso progresso tecnico-scientifico (e di qualità della nostra vita) degli ultimi secoli. Quel metodo “inventato” da Galileo Galilei di cui si serve la scienza per raggiungere una conoscenza oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile della realtà. In pratica per la scienza un esperimento, perché sia valido, non basta che funzioni, deve funzionare tutte le volte che venga ripetuto nelle condizioni date (affidabile), da persone diverse (verificabile), secondo un protocollo accessibile a tutti (condivisibile). È per questo che sono un altrettanto fiero avversario delle cosiddette “medicine alternative”, che spesso non hanno alcuna base oggettiva né verificabile. Ecco perché prima di pubblicare l’articolo sull’Ayurveda, la medicina tradizionale indiana, ci ho pensato molto a lungo. Dato però che sono…
