Se dici Bologna, dici tortellini in brodo e tagliatelle al ragù. Dici musica, con i suoi cantautori. Dici torri. Dici università e i suoi studenti. Dici pallacanestro, con il derby di nuovo in serie A. E dici, soprattutto, portici. Perché la città vanta un’estensione di tratti porticati pari a ben 62 chilometri, dentro e fuori le mura, caratteristica architettonica che non trova eguali in nessun altro luogo al mondo. Romantici, emblematici, pieni di storia, stratificati di eventi, i portici sono vivi in ogni periodo dell’anno, eleganti e, al contempo, perfettamente funzionali, specie se visti come un grande ombrello collettivo sotto cui ripararsi dalle intemperie o dal sole estivo. Un tratto distintivo da far conoscere ulteriormente, da tutelare e valorizzare. In una frase: «Da trattare come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco». E questo…
